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Galla Placidia: Una donna che ha fatto la storia

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Galla Placidia: Una donna che ha fatto la storia e di cui se ne conserva il ricordo a Ravenna, nel cuore della Romagna.

Chi era Galla Placidia?

Elia Galla Placidia è nata attorno al 390 d.c., nel palazzo imperiale di Costantinopoli, figlia di Teodosio e della sua seconda moglie Galla, a sua volta figlia di un altro imperatore, Valentiniano.

Quando nacque, figlia e nipote di imperatori, l’Impero Romano era più vasto di quanto lo fosse stato ai tempi di Augusto; quando morì, nel Novembre del 450 d.c., Roma era già stata saccheggiata dai Goti e gli Unni erano passati come un vento infuocato sulle terre dell’Impero.

Una vita da lottatrice

La vita di Galla Placidia ebbe una drammatica svolta nel 410. In quell’anno la principessa si trovava a Roma, dove fu coinvolta nelle contorte vicende che portarono il goto Alarico a conquistare e saccheggiare la Città Eterna.

Tra il bottino dei vincitori vi era il più prezioso degli ostaggi, la sorellastra dell’imperatore Onorio.

Alarico e i suoi prigionieri si diressero verso il sud Italia, dove il re goto morì improvvisamente. Il suo successore Ataulfo condusse il suo popolo nella Francia meridionale, portando con sé Galla Placidia, che sposò poi nel 414: fu così che la nipote dell’imperatore Teodosio finì nel letto di un reuccio barbaro.

Ataulfo però era realmente innamorato di Galla, della quale subiva la forte personalità e di fronte alla quale avvertiva un forte senso di inferiorità culturale. Galla Placidia del resto era una donna abile e astuta, anche crudele, di temperamento completamente diverso da Onorio, il quale per tutta la vita non fu altro che un povero fantoccio nelle mani dei suoi consiglieri.

Quando Galla e Ataulfo ebbero un figlio, i genitori lo chiamarono Teodosio, come il nonno: se fosse vissuto, sarebbe diventato il candidato al trono imperiale, e forse la storia di Roma avrebbe preso un corso differente. Ma il destino decise in altro modo. Il bambino morì subito dopo la nascita e poco dopo Ataulfo fu ucciso in una congiura. 

Il ritorno a Roma

Il nuovo soldato, Wallia, decise che era meglio restituire Galla Placidia ai Romani e così, nel 417, dopo sette anni, la principessa tornò a Roma dove venne accolta in modo trionfale.

In seguito, la vedova del re goto sposò un valoroso generale romano, Costanzo, dal quale ebbe una figlia, Giusta Grata, e un maschio, Valentiniano; sembra però che Galla si sia piegata controvoglia a questo matrimonio politico con un generale coraggioso ma rozzo e brutto.

L’ascesa al trono del giovane figlio

Dopo la morte di Onorio e del marito, riuscì a installare Valentiniano, di soli sei anni, sul trono d’Occidente divenendone la tutrice. Così, dal 423 sino alla morte, Galla diresse di fatto l’impero in un periodo terribile, tra guerre e invasioni, cercando di mettere a freno il disfacimento del suo stato con la sua abilità diplomatica e la sua non comune capacità d’intrigare.

La morte di Galla Placidia

Morì alla fine del 450, e fu sepolta a Roma, non nel commovente Mausoleo che si era fatta costruire a Ravenna. Da quel momento non vi fu alcun freno alla decadenza: l’ultimo grande generale di Roma, Ezio, fu assassinato da Valentiniano, il quale a sua volta venne ucciso l’anno seguente.

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Il Mausoleo: 

Galla Placida si fece costruire questo piccolo mausoleo, a Ravenna, intorno al 425-450; tuttavia non fu mai utilizzato in tal senso in quanto l’imperatrice, morta a Roma nel 450, fu seppellita in questa città.

Oggi appare come un edificio a sé mentre in origine doveva collegarsi al lato meridionale del nartece della Chiesa di Santa Croce, realizzata sempre da Galla nel secondo quarto del V secolo.

Esternamente è molto semplice e modesto, nulla in confronto alla ricchezza della decorazione musiva interna, resa ancora più splendente dalla luce dorata che filtra attraverso le finestre di alabastro.

E’ possibile visitare il Mausoleo e i suoi bellissimi mosaici a Ravenna, dove si trova.

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