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mercoledì, Giugno 23, 2021
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Grotte di Onferno: l’entrata degli inferi

Le Grotte di Onferno, all’interno della Riserva Naturale Orientata di Onferno, sono situate in Provincia di Rimini, immerse nelle splendide colline dell’entroterra della Valconca ai confini con il Montefeltro.

Le Grotte di Onferno furono esplorate per la prima volta nel 1916 dallo speleologo Lodovico Quarina che fece un’esplorazione scientifica completa.

E’ grazie ad un fiume sotterraneo che ha scavato queste rocce gessose se oggi possiamo ammirare cunicoli, stanze e anfratti.

E’ possibile godere del paesaggio della Riserva Naturale Orientata di Onferno percorrendo i diversi sentieri che la attraversano.

Onferno o Inferno?

Onferno è l’attuale nome, dato al paese nel 1810 dal Vescovo di Rimini, che non amava avere nel suo territorio un paese il cui nome avesse un così chiaro riferimento a demoni ed Inferi;

Inferno è ,però, il nome antico (dal latino infernum: luogo basso e oscuro), dato dagli abitanti del luogo, i quali credevano che l’ingresso della grotta fosse l’ingresso per l’Inferno. Il motivo di questo sinistro richiamo era dovuto anche alle bianche fumate di vapore che, nei mesi invernali, fuoriuscivano dalle rocce lasciando immaginare che proprio lì si celasse l’ingresso degli inferi.

Immaginando il paesaggio selvaggio, con selve e fiumi è normale che la popolazione del luogo era certa di vivere in un ambiente ‘diabolico’.

Caratteristiche della grotta

Le Grotte di Onferno sono considerate tra le più importanti d’Italia tra le grotte di gesso. Tra le attività principali del luogo, infatti, vi erano l’estrazione e la cottura del gesso, protrattesi fino agli anni cinquanta del secolo scorso. 

La grotta ha uno sviluppo di circa 400 mt, con un dislivello di 64 mt e una delle sue caratteristiche è rappresentata dalla presenza di moltissime colonie di pipistrelli.

Flora e fauna

Le grotte di Onferno ospitano infatti la più importante colonia di pipistrelli della regione, oltre 8000 individui, con ben 7 specie diverse delle quali 6 di interesse comunitario. In particolare il Miniottero che è considerato in pericolo in tutta Europa. Di assoluto rilievo è la presenza di colonie riproduttive in siti di riposo e svernamento per Chirotteri legati ad habitat di grotta.


Il territorio della Riserva ha caratteristiche del tutto peculiari, e non solo grazie alla presenza delle Grotte carsiche di grande interesse scientifico, naturalistico e spettacolare, ma anche per la flora, tipica delle altitudini superiori, che cresce grazie alla presenza delle Grotte stesse che hanno una temperatura costante durante tutto l’anno di circa 12/13 gradi.

Per i più coraggiosi, il Parco offre la possibilità di fare escursioni estive notturne, quando gli inquilini delle grotte, i pipistrelli, sono in grande fermento e volano da una parte all’altra.

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