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L’Annuale della morte di Dante

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Ravenna è sempre stata fortemente legata alla figura di Dante Alighieri, un valore identitario per la cittadinanza, alla pari dei magnifici mosaici che ornano le chiese, i battisteri e gli oratori del capoluogo tant’è che ogni anno si celebra l’Annuale della morte di Dante.

È per questo che il secondo fine settimana di settembre è, da molto tempo, una data importante in città. Si rende omaggio, infatti, alla memoria di Dante, morto qui la notte fra il 13 e il 14 settembre 1321, probabilmente a causa di una febbre malarica, contratta di ritorno da un’ambasceria a Venezia, per conto del suo mecenate e protettore Guido Novello da Polenta.

L’anniversario, chiamato “l’Annuale della morte di Dante”, prevede una serie di manifestazioni che culminano con la “Cerimonia dell’olio” e la “Messa di Dante”, durante la seconda domenica di settembre e il “Dantis Poetae Transitus”, la sera del 13 settembre.

Ma procediamo con ordine e cerchiamo di ricostruire la nascita delle grandi celebrazioni in memoria di Dante e i motivi che hanno portato a tributare un omaggio così sentito e commosso al grande autore.

Un po’ di storia

Fin dagli inizi dell’Ottocento, a seguito dei nuovi valori politici e culturali derivati dalla Rivoluzione Francese e la conseguente nascita dei nazionalismi, si inizia a costruire il mito attorno alla figura di Dante, che viene visto, a volte in maniera un po’ “forzata”, come il poeta e l’intellettuale che aveva profetizzato,  attraverso le sue opere, l’unificazione dell’Italia e l’adozione di una lingua comune.

Nel 1865 la ricorrenza dei seicento anni dalla sua nascita è l’occasione per consacrare definitivamente Dante quale simbolo della nazione italiana, ma anche per organizzare il primo grande evento del nuovo Regno d’Italia. A quel tempo la capitale è Firenze (la breccia di Porta Pia, con la presa di Roma, avverrà cinque anni più tardi) che non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di celebrare il poeta fiorentino. Con l’occasione, viene inaugurata in piazza Santa Croce, proprio davanti alla basilica omonima, la statua di Dante, opera (guarda caso!) di uno scultore ravennate, Enrico Pazzi.

Già un anno prima, nel 1864, Firenze aveva approfittato dell’anniversario imminente per chiedere nuovamente la restituzione delle spoglie mortali del poeta, come risarcimento “dello iniquo esilio patito dal massimo cittadino”. Tralasciando il fatto che i ravennati si oppongono fieramente alla richiesta, in ogni caso i resti mortali di Dante sembrano perduti e verranno ritrovati, in maniera del tutto casuale, solo l’anno seguente, giusto in tempo per permettere ai ravennati di organizzare le proprie celebrazioni. Noi guide ravennati amiamo raccontare questa storia, conosciuta come la “rocambolesca vicenda delle ossa di Dante”. In effetti, il poeta non ha conosciuto pace e serenità né in vita né dopo la morte e il suo esilio non termina con la sua dipartita.

Il culto legato a Dante

La creazione del culto, legato alla sua persona, porta all’affermazione di manifestazioni celebrative fra le più disparate come, nel 1900, il sesto centenario del “viaggio” descritto nella Divina Commedia, il cui inizio è da ricondurre alla primavera del 1300, oppure le commemorazioni in occasione dell’anniversario della morte. Nasce così, a Ravenna, l’evento noto come “Annuale della morte di Dante” che vede alcuni momenti significativi, soprattutto nel corso del XX secolo.

Particolarmente importante è la celebrazione del 13 settembre 1908, quando la Società Dante Alighieri, fondata nel 1889 da Giosuè Carducci, con l’intento di diffondere la cultura italiana nelle città assoggettate al dominio straniero, promuove la realizzazione di una lampada votiva da installare all’interno del sepolcro del Divino Poeta.

La tomba e la Cerimonia dell’olio

La Tomba di Dante, monumento funebre in stile neoclassico, realizzata nel 1780 dall’architetto Camillo Morigia, su commissione del cardinale legato Luigi Valenti Gonzaga, viene decorata con una lampada in argento, dono della città di Firenze che, in questo modo, rende omaggio ribadendo la piena riabilitazione del proprio illustre cittadino, esiliato ingiustamente, e sancisce la rinuncia definitiva alla richiesta di restituzione delle spoglie di Dante. Qui arde perpetuamente la fiamma, alimentata dall’olio coltivato nelle colline toscane.

L’ampolla votiva che contiene l’olio viene realizzata dallo scultore Giovanni Mayer, originario di Trieste, che utilizza l’argento ricavato dalla fusione di oggetti donati dagli abitanti delle terre irredente, con la corona d’argento posta alla base, offerta dalla città di Fiume, e la posiziona su una colonna di alabastro proveniente dalle grotte del Carso. L’ampolla è decorata da cinque figure femminili che rappresentano le terre irredente che, all’epoca, si trovano sotto il dominio austro-ungarico, affermandone, in maniera inequivocabile, l’appartenenza culturale al territorio italiano.

Nasce così la “Cerimonia dell’olio” che da questo momento si terrà, con cadenza annuale, la seconda domenica di settembre.

1921, anno di grandi celebrazioni

Mentre nel 1920 l’inaugurazione dell’anno dantesco vede la partecipazione del filosofo Benedetto Croce, ministro della Pubblica Istruzione, il 1921 si annuncia come anno di grandi celebrazioni poiché coincide con un importante anniversario: il Secentenario dalla morte del Poeta. L’Italia è da poco uscita vittoriosa dalla Prima Guerra Mondiale, così i reduci offrono una corona in bronzo e argento che, deposta ai piedi del sarcofago, si può ammirare ancora oggi. Con l’occasione si effettuano diversi lavori di restauro al tempietto, vengono inseriti marmi di diversi colori all’interno del sacello, si sostituiscono le antiche porte di legno con nuove porte in bronzo, i cui battenti sono ricavati da un cannone austriaco conquistato in battaglia, vengono installate le vetrate in stile Liberty nelle lunette e viene offerta la “Campana dei Comuni” da parte dei municipi italiani, la stessa che ancora oggi, tutte le sere, “nell’ora che volge il disìo” ovvero al crepuscolo, suona tredici rintocchi a ricordare la data di morte di Dante. Si allestisce anche la cancellata di ferro battuto, opera dell’artista veneziano Umberto Bellotto, che circonda la zona circostante la Tomba di Dante, ovvero il giardino del Quadrarco di Braccioforte, antica zona di sepoltura del vicino convento francescano.

Ben ventimila persone partecipano al corteo che sfila nelle strade cittadine, tra le quali alcuni legionari di Fiume, che portano tre sacchi contenenti foglie di lauro, donati da Gabriele D’Annunzio, tributo personale del poeta a colui che considera un maestro.

Tra la folla sono presenti anche tremila esponenti delle squadre armate fasciste, per la prima volta in camicia nera, capeggiati da Italo Balbo e Dino Grandi che, dopo aver sostato a Lugo, presso la tomba dell’eroe dell’aviazione Francesco Baracca, arrivano a Ravenna, in quella che si rivela essere una “prova generale” della grande marcia su Roma dell’anno seguente.

Nel 1965, anniversario della nascita di Dante, avvenuta 700 anni prima, il sepolcro si arricchisce di una croce dorata, donata da papa Paolo VI, che viene collocata sopra la lastra tombale in marmo realizzata dall’artista veneziano Pietro Lombardo alla fine del ‘400.

La Domenica dell’Annuale della morte di Dante edizione 2021

Tradizionalmente, la Domenica de ”l’Annuale della morte di Dante” inizia con l’incontro in consiglio comunale tra le massime cariche governative delle città di Ravenna e Firenze. Segue un corteo celebrativo che parte dal Municipio di Ravenna e arriva nella Zona del Silenzio, a cui partecipano i sindaci e le delegazioni dei comuni “danteschi”, accompagnati dai loro gonfaloni, oltre ad alcuni figuranti in costume medievale, a eminenti dantisti e, naturalmente, a coloro che desiderano seguire la processione, ovvero la cittadinanza e i turisti presenti in città.

Qui, in piazza San Francesco, si assiste alla lettura di un canto della Divina Commedia che, per l’edizione 2021, vedrà interpreti d’eccezione come gli attori Lino Guanciale e Sandro Lombardi che affiancheranno Ermanna Montanari e Marco Martinelli del Teatro delle Albe: sarà consentita la partecipazione attiva del pubblico presente. Segnatevi la data: domenica 12 settembre 2021, ore 10,30, un appuntamento da non perdere!

Ci si reca, quindi, presso la basilica di San Francesco, per la celebrazione eucaristica,  ovvero la “Messa di Dante”, funzione officiata da ecclesiastici eminenti (in occasione del Settecentenario verrà celebrata dal cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura), sempre arricchita da momenti musicali di grande suggestione.

Dopo la commemorazione funebre si compie l’offerta dell’olio presso l’adiacente Tomba di Dante, da parte del sindaco di Firenze al sindaco di Ravenna, e l’accensione della lampada votiva, un rito solenne che rappresenta un abbraccio virtuale fra i luoghi che hanno visto la nascita e la morte dell’Alighieri e che suggella un momento di grande intesa tra le due città dantesche.

Nel pomeriggio della domenica, con la lectio magistralis presso la Biblioteca Classense, prende l’avvio il ciclo di conferenze e di iniziative culturali dedicate all’approfondimento dell’opera dantesca, che si protraggono per i mesi successivi e che vedono la partecipazione degli studiosi più autorevoli in campo dantesco.

La domenica dell’Annuale della morte di Dante, edizione 2021, non può che concludersi con uno straordinario concerto del Maestro Riccardo Muti che, nella splendida cornice dei Giardini Pubblici della Loggetta Lombardesca, dirigerà l’orchestra giovanile “Luigi Cherubini” e il Coro del Maggio Musicale Fiorentino, con la partecipazione di due artisti di fama internazionale: il violoncellista Giovanni Sollima e il baritono Gurgen Baveyan.

13 Settembre

Un altro momento molto suggestivo che si svolge, tutti gli anni,  la sera del 13 settembre è il “Dantis Poetae Transitus”, cioè la rievocazione del passaggio del Sommo Poeta dalla terra al cielo, a cura del Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna. Durante questa celebrazione, nella Basilica di San Francesco, la chiesa in cui si sono celebrati i solenni funerali di Dante, si ascoltano alcuni canti della Divina Commedia, accompagnati da riflessioni a cura dei più autorevoli studiosi dantisti e da alcuni toccanti brani tradizionalmente dedicati alla commemorazione dei defunti, come, ad esempio nel 2019, il Requiem di Domenico Cimarosa o il Te Deum di Baldassarre Galuppi e nel 2020 il De Profundis di Jean Baptiste Lully e il Beatus Vir di Antonio Vivaldi. Siamo tutti curiosi di conoscere le selezioni musicali del 2021.

In occasione dell’avvio delle grandi celebrazioni per il Settecentenario, precisamente dal 14 settembre 2020, è nata una nuova iniziativa, coinvolgente e aperta a tutti, chiamata “L’ora che volge il disìo – Lettura perpetua della Divina Commedia”.

Da quella data, e per sempre, ogni sera sia personaggi famosi che semplici cittadini, bambini, ragazzi o adulti, italiani, ma anche stranieri… chiunque, lo desideri può prenotarsi sul sito https://vivadante.it/lettura-perpetua/  per leggere un canto della Commedia davanti alla Tomba di Dante e celebrare, così, la sua opera. L’intento è di registrare in video ogni lettura, che diverrà il lascito, da parte delle nostre generazioni, a coloro che celebreranno l’ottavo centenario dalla morte di Dante, nel 2121. Ma, attenzione, se avete intenzione di prenotare, vi avviso che fino a dicembre i posti sono esauriti, se ne riparla nel 2022!

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In conclusione, l’Annuale della morte di Dante è un appuntamento imperdibile: diventa l’occasione, per ognuno di noi, di poter celebrare la grandezza del Sommo Poeta.

Ravenna che, come scrisse lo studioso Corrado Ricci, è stata “l’ultimo rifugio di Dante”, offre un ricco programma per tutti i gusti e per tutte le tasche: cortei celebrativi, incontri, convegni, esposizioni, spettacoli e, naturalmente, numerose visite guidate a tema dantesco.

Verrete anche voi a celebrare il nostro Sommo Poeta?

Per maggiori informazioni riguardo l’Annuale della morte di Dante potete rivolgervi a Serena Zecchini: zserena@yahoo.com



Chi è Serena Zecchini?

Vive e lavora a Ravenna. È laureata con Lode, sia nel corso di Laurea Triennale in Beni Culturali che nel corso di Laurea Magistrale in Beni Archeologici, Artistici e del Paesaggio: Storia, Tutela e Valorizzazione, presso l’Alma Mater Studiorum – Università degli Studi di Bologna.

Ha conseguito l’abilitazione alla professione di guida turistica nel 2013.

Ha collaborato alla stesura della guida “Incontro a Dante. Percorsi guidati alla scoperta della Ravenna del Sommo Poeta”, SBC Edizioni, 2020, con un itinerario dedicato alla Ravenna trecentesca, al tempo di Dante Alighieri.

Appassionata di storia dell’arte, è sempre alla continua ricerca di informazioni di carattere storico e artistico, di aneddoti e di notizie curiose e insolite, relative alla propria città.

Ama viaggiare, visitare mostre, musei e siti archeologici, leggere e ascoltare musica.

Lingue parlate: italiano, inglese, francese

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